Articoli a Cura del Dott. Pierpaolo Casto

Cause e cure per i problemi di erezione

CAUSE E CURE PER I PROBLEMI DI EREZIONE

Il problema d’erezione non si circoscrive esclusivamente alle fasce anagrafiche più anziane perché, purtroppo, è un disturbo generalizzato che può insorgere anche nei più giovani, persino nei 30enni in perfetta forma e saluta fisica.

Il nome scientifico del problema è “disfunzione erettile” e si attesta in varie forme:

  • Mancanza completa di erezione nel corso dell’incontro sessuale con la propria donna;
  • Caduta imprevista della condizione irrigidita del pene durante l’atto penetrativo o mentre si indossa il preservativo;
  • Erezione inconsistente e parziale del pene.

È un luogo comune credere che il disturbo erettile possa riguardare soltanto la terza età in quanto, come dimostrano le ricerche eseguite dalla Società Italiana di Andrologia, è un problema che vittimizza, in forma più o meno occasionale, il 13% della popolazione maschile sul tessuto nazionale, ovvero circa 3 milioni di maschi. E tra questi, non mancano i giovani fra i 20 e i 30 anni. Tuttavia, benchè increscioso e imbarazzante da esporre persino agli specialisti urologi e andrologi, si tratta di un disturbo assolutamente rimediabile e curabile, a seconda della sua natura e delle cause che l’hanno provocato.

Il disturbo d’erezione nei 30enni, come in tutte le altre fasce anagrafiche, può correlarsi a motivazioni di matrice diversa. In termini complessivi, si indicano due principali forme di cause d’insorgenza del problema:

  1. Cause di natura fisico-organica: sono numerose e diverse, riguardando talvolta direttamente o altre volte indirettamente l’apparato genitale, ovvero la presenza di altre patologie che può avere ripercussioni collaterali sulla potenzialità erettiva del soggetto interessato. Fra queste patologie citiamo le più comuni:
  • Infiammazione batteriologica alla prostata (prostatite);
  • Aumento del volume della prostata (ipertrofia/iperplasia prostatica benigna);
  • Scompenso cardio-circolatorio a causa, ad esempio, della dipendenza dal fumo.

Una volta constata l’apparizione costante del problema è opportuno, in prima battuta, recarsi dal proprio medico di base che, a sua volta, indirizzerà o meno il paziente verso gli specialisti del settore, urologi e andrologi, dove verrebbe sottoposto ad esami medici più specifici. Le analisi da compiere sono:

  • Analisi del sangue
  • Pressione del sangue
  • Esame livelli Antigene Prostatico Specifico (PSA)
  • Esame testosterone totale e testosterone libero
  • Ecografia prostatica trans-rettale
  • Ecografica dinamica peniena

Conclusi questi approfondimenti, l’esito degli stessi appurerà o meno la presenza di un problema fisico-organico connesso all’erezione, così da stabilire la giusta diagnosi e il corretto trattamento di cura del problema.

  1. Cause di natura psicologica: sono quei blocchi mentali, indotti da meccanismi cognitivi disfunzionali, che destabilizzano l’umore del soggetto che si approccia al sesso.

Pensieri del tipo:

  • “Non sarò in grado di soddisfare la mia donna”
  • “Senza erezione non posso avere rapporti”
  • “Mi è successo già in passato di perdere l’erezione, quindi ricapiterà di nuovo”
  • “Sono un cattivo amatore e lei mi giudicherà male”
  • “Non posso competere sessualmente con i suoi vecchi partner”

Si tratta di errori cognitivi dettati e alimentati da stati d’animo negativi che tendono a distorcere la realtà, convincendo l’uomo della sua scarsa potenzialità sotto le lenzuola.

In particolare nei più giovani, dunque anche nei 30enni, le motivazioni psicologiche sono alla base della stragrande maggioranza dei casi di disfunzioni erettile.

A tal proposito è bene spiegare che il meccanismo di funzionamento dell’erezione non si avvia in automatico e meccanicamente, ma necessita propria della giusta spinta psico-emotiva per procedere dalla zona cerebrale verso quella genitale.

È il cervello, infatti, su impulso dell’eccitazione mentale conseguita, a produrre e a rilasciare i segnali neuronali e bio-elettrici utili a spingersi e spingere il sangue verso il pene, dove consentono ai due corpi cavernosi di incamerare il flusso sanguigno e di rigonfiare l’organo fino a raggiungere la condizione irrigidita ed eretta.

Ma se la psiche è emotivamente alterata, sovrastata da quei pensieri, tutto il processo viene meno e l’erezione regolare sarà un miraggio.

La sicurezza interiore e l’eccitazione sono imprescindibili.

Fra i rimedi per la disfunzione erettile chi ne è vittima tende ad approcciarsi a metodi farmacologici in apparenza più veloci e immediati: la famosa pillola blu.

Esistono in commercio varie tipologie di questo medicinale, venduto sia legalmente in farmacia che illegalmente sui siti online (bisogna fare attenzione alle truffe!), fra le quali i nomi più gettonati risultano: Viagra, Cialis, Spedra e Levitra.

Anche attorno a questi farmaci sono stati costruiti dei miti che non corrispondono per niente alla realtà vera delle cose: essi non migliorano né garantiscono affatto un’erezione automatica e meccanica perché appartengono alla classe degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, ovvero sono prescritti per lo più su soggetti d’età più avanzata che hanno problematicità di erezione a causa dell’enzima fosfodiesterasi 5. L’assunzione di questa pillola prima del rapporto consente al paziente di bloccare temporaneamente l’azione dell’enzima suddetto per ottenere così un’erezione regolare.

A maggior ragione se l’individuo più giovane è psicologicamente poco sereno, la somministrazione di tali farmaci è ulteriormente inutile, anzi bisogna tenere conto degli eventuali effetti collaterali che possono intaccare l’organismo umano.

Fra i capisaldi da tenere bene a mente sulla vera natura di questi medicinali, bisogna menzionare che:

  • Non assicurano il conseguimento dell’erezione;
  • In caso di compresenza di altri problemi di salute la pillola non è d’ausilio, anzi può scompensare ulteriormente se trattasi di patologie cardiache;
  • Non vanno somministrati se già si assumono altri farmaci per altri tipi di disturbi, al fine di evitare interazioni nocive per la salute;
  • Alcol e droghe inibiscono l’assorbimento della pillola;
  • Non si configurano come una cura definitiva per la disfunzione erettile, bensì semplicemente un tampone parziale e momentaneo;
  • Implicano la programmazione dei rapporti sessuali dal momento che gli effetti dei principi farmacologici che li costituiscono cominciano a fare effetto a distanza di qualche tempo;
  • Possono avere conseguenze collaterali incresciose e importanti;
  • Sono inutili se il problema erettivo è correlato alla psiche del soggetto;
  • È assolutamente sconsigliata l’assunzione autonoma e il “fai da te”: la somministrazione di questi farmaci va prescritta dal medico, altrimenti si rischia la costruzione di un legame di dipendenza dell’uomo verso la pillola.

Ma la via farmacologica non è la sola da considerare per porre rimedio al disturbo erettile.

Premesso che in caso di cause fisico-organiche bisogna sottoporsi al responso e al percorso curativo degli specialisti urologi e andrologi, ribadiamo ancora una volta che nella maggior parte dei casi il motivo del problema è di matrice psicologica.

In queste circostanze esiste un percorso da tutti riconosciuto come quello elettivo, in quanto pone realmente e completamente rimedio al problema, rimuovendolo alla base: è la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

L’obiettivo è quello di operare una ristrutturazione cognitiva del paziente, ossia di consapevolizzarlo, attraverso l’ascolto e l’analisi della sua storia personale, che la reazione fisica incresciosa e imbarazzante della mancanza d’erezione al cospetto della partner è un fatto legato indissolubilmente alla propria condizione psico-emotiva.

Il pensiero, in questo caso un flusso altamente disfunzionale e inconciliabile con la sessualità, è il fulcro dell’azione comportamentale che ne consegue, secondo la seguente logica: a pensieri positivi corrispondono condotte funzionali; a pensieri negativi seguono comportamenti indesiderati.

La soluzione, pertanto, risiede nella comprensione, nell’individuazione e nella correzione dei disegni mentali che suscitano incertezza, timore e paranoia.

Lo specialista, nel corso delle sedute, renderà al paziente una serie di tecniche e strumenti adeguati a conseguire questi traguardi, al fine di immetterlo sulla corsia perduta della fiducia in sé, dell’autostima e della sicurezza interiore.

Questi tre elementi sono indispensabili per raggiungere il grado di eccitazione mentale da cui si avvia il processo erettile: la sessualità a 30 anni non deve essere un tabù, ma il momento di complicità e di piacere per eccellenza in una coppia.

Con la psicoterapia cognitivo-comportamente tutto ciò ritornerà possibile.

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