Articoli a Cura del Dott. Pierpaolo Casto

Come avere un’erezione duratura: soluzione vincente

COME AVERE UN’EREZIONE DURATURA: LA SOLUZIONE VINCENTE

Per conseguire l’obiettivo di durare più tempo nel corso di un rapporto sessuale con la propria partner è fondamentale, in primis, comprendere la modalità di funzionamento del processo che ne sta a capo, ovvero l’erezione, e avere coscienza delle tecniche e delle soluzioni più utili a incrementare il minutaggio della performance.

Risultano tutt’altro che miracolosi in tal senso le pillole in commercio, gli integratori per l’erezione, i rimedi naturali e i prodotti da erboristeria: in gran parte dei casi, infatti, la loro somministrazione rischia addirittura di incrementare le difficoltà erettili, anche in termini di durata.

A tal proposito, è utile citare il dato numerico ricavato dalle indagini effettuate dall’Associazione Andrologi Italiani, secondo cui sono più di 3 milioni gli uomini italiani ad avere problemi con la propria erezione.

Tappa preliminare al contenuto principale del nostro articolo è la conoscenza della fisiologia dell’erezione umana: essa si avvia nella psiche del soggetto come risposta a stimolazioni erotiche visivi, tattili, olfattive e mentali, dandò il là alla produzione di segnali bio-elettrici e neuronali che si apprestano ad effettuare la discesa verso l’area dei genitali attraverso il passaggio della colonna vertebrale.

Nel prosieguo del processo succede che questi segnali agiscano sul monossido di azoto che, a sua volta, consente il rilassamento della muscolatura liscia nei corpi cavernosi del pene.
Il flusso di sangue, in virtù della condizione di eccitazione sessuale psicologica, viene pulsato in essi conseguendo così lo stato eretto e irrigidito del pene, che raggiunge l’erezione.

È chiaro, dunque, come questa reazione fisica sia figlia di una predisposizione psicologica adeguata e funzionale all’approccio sessuale; in caso contrario, ovvero in presenza di ansie, paure e insicurezze, non è scontato che l’erezione avvenga in maniera del tutto corretta.

Allo stesso modo, una volta raggiunto l’irrigidimento del pene, il suo mantenimento è correlato indissolubilmente al grado costante e produttivo dell’eccitazione sessuale mentale: se la psiche dell’uomo non è scevra di pensieri disfunzionali, la durata erettile risulterà esigua e insoddisfacente.

Affinchè il sangue venga spinto in maniera continuata e regolare verso i corpi cavernosi che ingrossano il pene, è imprescindibile che la zona cerebrale, eccitata, rilasci i segnali giusti e che sia prodotto un adeguato quantitativo di ormoni di testosterone che hanno ripercussioni sull’eccitabilità, sulla voglia sessuale e sulla fiducia in se stessi.

Allora, se gli esami compiuti presso medici specialisti del settore, quali l’urologo e l’andrologo, hanno appurato l’assoluta sanità fisica dell’organo, la psicologia del paziente, ovvero la sua sicurezza e l’eccitabilità in prossimità al sesso, è l’unico aspetto da potenziare per migliorare la performance sotto le lenzuola in termini di mantenimento e durata dell’erezione.

Esistono in commercio – in farmacia, in erboristeria oppure in rete – dei prodotti spacciati come risolutivi per inibire la precocità erettile: i più famosi risultano il cosiddetto Viagra  naturale e i farmaci inibitori della fosfodiesterasi PDE5 (Viagra, Cialis, Levitra, Spedra).

A questi si aggiungono gli integratori alimentari per l’erezione che assicurerebbero l’incremento dei livelli di testosterone, i prodotti di erboristeria e gli estratti di radici esotiche che innalzerebbero l’afflusso sanguigno nel pene e, ancora, i cibi che presenterebbero determinate proprietà afrodisiache e vasodilatatrici.

Tuttavia, a parte una serie di studi tutt’altro che rigorosi effettuati e sponsorizzati dalle stesse aziende produttrici, non vi sono prove realmente scientifiche e mediche della validità di taluni prodotti, i quali, al contrario, non garantiscono alcun ausilio al problema della durata, anzi possono provocare conseguenze collaterali piuttosto importanti sull’organismo.

Per elevare del 30-45% la concentrazione ormonale di testosterone è più opportuno e consigliato abbandonare una vita sedentaria e praticare un esercizio fisico anaerobico, anche di breve durata, ma di alta intensità: tutto ciò migliora, di riflesso, la pulsione cardiaca, la respirazione e la circolazione del sangue.

Incrementare il quantitativo di ormoni e la gittata sanguigna verso il pene, però, non basta ad assicurarsi un’erezione più importante in termini di durata: il fulcro di tutto è legato alla psiche, ovvero la predisposizione psicologica dell’uomo al rapporto intimo, la sua eccitabilità e la sua sicurezza.

Per rimuovere in modo completo e definitivo questa noia erettile che tormenta la serenità e l’umore del diretto interessato e della coppia in generale, è necessaria una ristrutturazione cognitiva dei pensieri del paziente: il disturbo vissuto è conseguenza diretta dei propri meccanismi mentali ansiogeni e disfunzionali a vivere un incontro sessuale appagante.

Il percorso prediletto ed elettivo per centrare l’obiettivo è rappresentato dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Come testimonia la sua denominazione scientifica, essa agisce in parallelo sui due aspetti coinvolti nel problema analizzato: la psiche  e la condotta dell’uomo.

Qui risulta la differenza che intercorre tra questo trattamento e quello farmacologico: i medicinali, infatti, agiscono da tamponi del disturbo, nel senso che non intervengono sulla causa di tutto (i pensieri del paziente), ma solo ed esclusivamente sulla sintomatologia fisica che, per qualche tempo, viene “camuffata” dall’effetto chimico.

Lo specialista psicoterapeuta, invece, nel corso graduale delle sedute d’incontro con l’uomo, lo guiderà nella comprensione del contesto psicologico in virtù del quale ha verificato su di sé il problema della scarsa durata dell’erezione, consapevolizzandolo che il fulcro del disturbo risiede nelle sue insicurezze.

Pensieri del tipo “Non appagherò la mia donna”, “Mi giudicherà poco virile”, “Non ha senso avere rapporti senza un’erezione soddisfacente” si configurano come “errori cognitivi” che, oltre a destabilizzare l’emotività del soggetto, vanno a inibire il conseguimento di un’eccitazione sessuale normale a livello psicologico.

Venendo meno il desiderio sessuale mentale, il meccanismo erettile descritto poc’anzi non avrà modo di attivarsi adeguatamente, per cui la discesa dei segnali neuronali e la spinta sanguigna non arriveranno nel loro giusto apporto al pene che, privo di questi elementi essenziali, perderà in breve tempo la sua rigidità, ritornando allo stato flaccido.

Ristrutturazione cognitiva significa, pertanto, acquisire concretamente quelle tecniche e le strategie utili per riconoscere e prevenire la trappola dei pensieri disfunzionali che vengono predisposte dallo psicoterapeuta al fine di rinforzare la psiche del paziente.

Questi strumenti garantiranno all’uomo di ritrovare le certezze e le sicurezze nelle proprie potenzialità sessuali, così che gli approcci e le performance ritorneranno a dare piacere a sé e alla propria donna.

Articolo a cura del Dott. Pierpaolo Casto

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