Come combattere l’ansia da prestazione

COME COMBATTERE L’ANSIA DA PRESTAZIONE?

Molti uomini vittime dell’ansia da prestazione sessuale giungono a chiedersi come si possa porre rimedio a questo fenomeno di origine psicologica, portatore di tensione morale e di agitazione emotiva, che ne compromette la sua vita sessuale, nonché quella della partner, provocando sconforto e riduzione della complicità.

Questa apprensione mentale innesca nell’uomo un blocco a livello psichico che, in prossimità e/o nel corso della performance intima, gli provoca disfunzioni a livello erettile.

Motivo per il quale, assistendo in serie ai suoi fallimenti sessuali, in preda all’esasperazione e al drastico calo dell’autostima, si convince di voler risolvere il disturbo che lo tormenta.

Per comprendere concretamente qual è il percorso migliore per la cura reale e la risoluzione completa e definitiva della patologia e dei sintomi ad essa correlata, è utile premettere il meccanismo di funzionamento fisiologico dell’erezione. Si tratta di un processo psico-fisico che si dispiega in due fasi principali:

  1. La prima fase riguarda l’eccitazione a livello mentale, ovvero psicologico, che proviene da uno stimolo sensoriale di vario tipo (tattile, visivo, uditivo, olfattivo) o più semplicemente dall’immaginazione. Da questa condizione scaturisce la produzione di ormoni e neurotrasmettitori che, discendendo verso i genitali, garantiscono l’evoluzione della giusta muscolatura liscia e l’afflusso sanguigno congeniale nel pene.
  2. La seconda fase interessa il pene che, attraverso i suoi corpi cavernosi, tende a bloccare il sangue proveniente dallo stato di eccitazione psicologica, così che, acquisendone in concentrazioni quantitative sempre maggiori, si gonfia gradualmente sino a conseguire la completa erezione.

Grazie a questa spiegazione è possibile capire come il raggiungimento dello stato erettile non è un fatto che avviene in maniera automatica e scontata: il fattore mentale è imprescindibile per il conseguimento della corretta condizione erettile fisica.

L’eccitazione psicologica, è bene precisarlo, si può constatare e mantenerla intatta e intensa durante l’intero sviluppo dell’incontro sessuale, a patto che non vi siano contingenze che ne provochino blocco e limitazione.

Tra queste contingenze, la più “pericolosa” e diffusa è proprio l’ansia da prestazione sessuale che innesca un circolo vizioso di preoccupazione e di agitazione emotiva con conseguenze dirette sulla fisicità della persona: la difficoltà a produrre e/o a mantenere l’erezione.

L’impossibilità di raggiungere lo stato eccitatorio a livello psicologico rende impraticabile, di conseguenza, l’avvio del flusso di sangue nei corpi cavernosi del pene, producendo le diverse forme di disfunzione erettile:

  • Mancanza completa di erezione
  • Difficoltà nel mantenimento dell’erezione durante l’atto sessuale
  • Caduta improvvisa dell’erezione
  • Erezione debole o non completa

L’ansia da prestazione sessuale, tuttavia, non è un fatto così improvviso che sorge dal nulla, ma deriva, infatti, da motivazioni psicologiche intrinseche all’ego della persona: comprenderle e identificarle agevolerà il percorso versa la guarigione.

Ci sono diverse tipologie di cause, tra le quali:

  • Timore di essere inadeguato nel sesso e di non appagare la partner
  • Basso livello di autostima e autosvalutazione
  • Scarsa fiducia in se stessi
  • Convinzioni e pensieri del tutto erronei e distorti
  • False credenze sulla propria (in)capacità sessuale
  • Insicurezza e paranoie sulle dimensioni del proprio pene
  • Somministrazione di farmaci come ansiolitici, psicofarmaci e antidepressivi
  • Creazione di profezie fallimentari che si autoavverano
  • Focalizzazione sulla propria performance erettile durante il rapporto

È molto usuale che le vittime di questo disturbo cerchino dei rimedi e delle soluzioni apparentemente più semplici e veloci, ovvero il trattamento (psico)farmacologico, tuttavia si tratta al massimo di un tamponamento del problema, che invece resta lì immutato e accentuato.

Psicofarmaci e ansiolitici, infatti, sono false soluzioni alla cura dell’ansia da prestazione sessuale, perché non fanno altro che alleviare per brevi momenti la sintomatologia che l’accompagna, ma senza rimuoverla. Questi medicinali, inoltre, potrebbero apportare degli effetti collaterali indesiderati come la limitazione dell’eccitazione mentale e altri tipi di problemi d’erezione di natura organica (la disfunzione erettile). Un altro elemento che sconsiglia il loro utilizzo è l’instaurazione di un rapporto di dipendenza da farmaco, che accentua i pensieri di autosvalutazione secondo i quali non si è in grado di farcela da soli.

Un’altra classe di farmaci usati sono gli inibitori della fosfodiesterasi: è bene chiarire che i loro principi attivi non risultano utili alla cura, ma semplicemente forniscono un supporto alla fluidificazione del sangue nei genitali.

È giunto il momento di svelare qual è il percorso curativo elettivo per la guarigione reale del disturbo e per la rimozione completa e definitiva dei sintomi che fanno da triste corredo all’ansia da prestazione sessuale: il trattamento di psicoterapia cognitivo-comportamentale.

È un percorso a tappe, dove lo specialista, nel corso delle sedute, ascolta e inquadra la storia personale del paziente, aiutandolo a selezionare e identificare i meccanismi cognitivi innescati in modo erroneo.

Lo guiderà nella comprensione consapevole che il pensiero è alla base di tutto ciò che scaturisce: sono gli inganni mentali, ovvero gli errori cognitivi compiuti a livello della psiche, a provocare delle ripercussioni fisiche sulla sua persona.

Psiche e fisicità sono strettamente correlati tra loro: pensieri negativi e autosqualificanti sulle proprie potenzialità sessuali non possono che provocare effetti indesiderati sulla corretta produzione erettile o sul mantenimento dell’erezione durante l’incontro intimo.

Lo psicoterapeuta, dunque, fornirà al paziente tutte le tecniche e le strategie utili e adeguate per evitare di incappare in queste trappole psicologiche e per prevenirle, al fine di riacquisire la giusta sicurezza e la meritata serenità nell’approccio amoroso con la propria partner.

Gli strumenti disposti nel corso degli incontri permetteranno a chi ne è vittima, di ripensare all’ansia da prestazione sessuale come un lontano, brutto ricordo: la psicoterapia cognitivo-comportamentale è la soluzione per un nuovo inizio di gioia, piacere e complicità.

 

Articolo a cura: Dott. Pierpaolo Casto – Psicologo e Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

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