Come mantenere l’erezione: strategie per superare la difficoltà erettile

COME MANTENERE L’EREZIONE: STRATEGIE PER SUPERARE LA DIFFICOLTA’ ERETTILE

L’erezione dell’uomo, ovvero la condizione in cui l’organo riproduttore maschile raggiunge il suo stato irrigidito ed eretto, è un fenomeno che dura circa una ventina di minuti nei soggetti d’età compresa tra i 20 e i 30 anni, con possibilità di incremento fino a 30 minuti, incluedonde le azioni preliminari al rapporto sessuale vero e proprio.

Il minutaggio tende ulteriormente a rialzarsi nei giovani attorno ai 20 anni e in buona salute fisica, i quali possono mantenere la condizione erettiva per 40-50 minuti o anche più.

Non esiste, comunque, una durata standard e universale, dal momento che ogni incontro intimo possiede caratteristiche a sé e varia di coppia in coppia e con l’età.

Ma si può avere una durata più ampia della propria erezione?

Analizziamo, anzitutto, i due fenomeni che più di ogni altro limitano e compromettono un’erezione regolare:

  • Eiaculazione precoce: un disturbo sessuale che consiste nella perdita repentina dell’erezione immediatamente dopo il conseguimento dell’orgasmo, ottenuto anch’esso in forma piuttosto rapida e indesiderata.
  • Disfunzione erettile: un disturbo sessuale che consiste nella difficoltà a mantenere l’erezione per un lasso temporale adeguato alla circostanza, provocato da cause psicologiche o fisico-organiche.

Prima di scoprire la fattibilità di una migliore tempistica, è opportuno comprendere il modo in cui l’erezione si origina nell’organismo umano.

Si tratta di un processo che sorge nella psiche dell’uomo il quale, sottoposto a stimolazioni erotiche di natura sensoriale differente, raggiunge l’eccitazione sessuale a livello mentale, che è assolutamente imprescindibile per il prosieguo del fenomeno.

La psiche eccitata rilascia dei segnali bio-elettrici e neuronali che, attraverso la discesa nella colonna vertebrale, si dirigono verso l’area genitale, comportando il rilassamento della muscolatura liscia nei corpi cavernosi che costituiscono il pene.

Quest’ultimo, a sua volta, riceve l’impulso sanguigno e si gonfia fino a drizzarsi e irrigidirsi.

È evidente, dunque, come per raggiungere un’erezione fisiologicamente corretta e per assicurarne una buona durata, sia indispensabile una circolazione sanguigna regolare, cui si aggiunge il possesso di livelli soddisfacenti di testosterone, ossia l’ormone prodotto dalle ghiandole testicolari.

Tuttavia, l’aspetto che più di tutti è partecipe fondamentale di una durata migliore è la presenza costante di stimoli eccitanti lungo l’intero rapporto: la condizione psico-fisica eccitata del maschio ha ripercussioni positive sulla propria erezione in quanto contribuisce alla pulsione del sangue verso il pene al fine di mantenerlo eretto e indurito.

Il minutaggio complessivo della condizione erettile può essere compromessa, invece, sia da fattori organici e fisici che, soprattutto, da cause psicologiche sottovalutate.

Tra i  primi, annoveriamo ad esempio:

  • Problemi vascolari e circolatori.
  • Ipertensione e ipotensione.
  • Scompensi cardiaci.
  • Uso di stupefacenti.
  • Uso di ansiolitici e/o antidepressivi.

Le cause trascendono la sfera fisica e sfociano in quella psicologica nel momento in cui il paziente racconta di verificare dei problemi erettili esclusivamente in prossimità e durante il rapporto sessuale concreto con la partner, ma di non averne nel corso delle pratiche masturbatorie di autoerotismo.

Questo fatto si spiega in termini psicogeni: l’uomo, quand’è da solo, è sereno con se stesso, vive la masturbazione con la massima naturalezza e consegue un’erezione appagante in quanto non ha nulla da dimostrare a nessuno; si destabilizza, invece, nell’approccio alla partner, pervaso da cattivi pensieri che lo inducono all’ansia, all’incertezza e alla paura di non essere in grado di soddisfare la donna o di perdere l’erezione.

Tra le cause psicologiche più limitanti in questo senso abbiamo:

  • Ansia da prestazione sessuale: il timore di non appagare l’altra persona con la propria performance.
  • Livelli bassi di autostima e di fiducia in sé.
  • Paura del confronto con i partner vecchi della propria donna.
  • Tensione e perplessità scaturite dai paragoni con gli attori professionisti della pornografia.
  • Focalizzazione e automonitoraggio del pene con preoccupazione ossessiva che cadi l’erezione.

Questi pensieri distorti e disfunzionali agiscono da inibitori dell’eccitazione sessuale che, venendo meno a livello mentale, non consentono l’avvio del processo descritto poc’anzi, comportando infine l’effetto tanto temuto: la perdita precoce dell’erezione o, addirittura, la sua mancata produzione.

Tra i farmaci in commercio che si propongono di offrire una soluzione per questo tipo di disturbo, esiste la classe degli inibitori delle fosfodiestrasi PDE5, come il Viagra, il Levitra, il Cialis e lo Spedra.

Si tratta di vasodilatatori in grado di degradare rapidamente l’ossido nitrico e di impedire il rilassamento della muscolatura liscia nei corpi cavernosi che formano il pene.

Si presentano sottoforma di pillole di dosaggio vario da ingerire preliminarmente a ogni incontro sessuale: cominciano ad azionarsi a 30-60 minuti dalla somministrazione, ma la loro funzione non è quella di produrre l’erezione del pene.

È infatti un luogo comune inesatto l’attribuzione di questa azione a tali farmaci perché, va ribadito, sono esclusivamente volti al bloccaggio e all’inibizione temporanea dell’enzima suddetto, la cui azione limiterebbe il giusto afflusso sanguigno al pene.

Sfatiamo ora alcuni miti attorno a questi medicinali, fornendo delle importanti delucidazioni:

  • Non comportano né garantiscono il conseguimento dell’erezione.
  • Il medicinale va somministrato prima di ogni rapporto sessuale perchè le cause del disturbo vengono tamponate, ma non rimosse.
  • Possono avere conseguenze collaterali.
  • Possono produrre reazioni nocive con altri farmaci, alcool e droghe.
  • Non hanno effetto immediato, ma agiscono dopo mezz’ora o un’ora dall’assunzione, motivo per cui implicano un’incresciosa programmazione del rapporto intimo.
  • Possono generare, in chi li somministra, un legame di dipendenza verso le pillole, compromettendo e incrementando il problema.
  • Sono del tutto inutili se l’uomo si approccia alla performance con emozioni negative di ansia, preoccupazione e incertezza.

Accanto a questi prodotti chimici si pongono i rimedi naturali etichettati come “viagra naturale” alternativi ai farmaci, come i prodotti da erboristeria e gli integratori per l’erezione.

Anche in questo caso è opportuno sottolineare alcuni dettagli significativi:

  • Non sono affatto efficaci per migliorare l’erezione.
  • Non ci sono verifiche attendibili circa la loro utilità nel favorire un’erezione di più lunga durata.
  • I test pubblicati online sono eseguiti dalle stesse multinazionali che li producono e non sono compiuti con rigore scientifico.
  • I test effettuati da aziende mediche indipendenti, invece, hanno rilevato la negatività di tali prodotti nella guarigione del disturbo.
  • Benchè di origine naturale, possono comportare conseguenze collaterali sull’organismo umano ancor più serie di quelle prodotte dai farmaci.

Andando oltre l’assunzione di qualsiasi tipologia di prodotti, farmacologici o naturali che siano, è possibile garantire un miglioramento dell’erezione in efficienza e durata mettendo in atto una serie di accortezze comportamentali nello stile di vita e dell’alimentazione, come ad esempio:

  • Evitare alimenti troppo ricchi di sale e cibi e bevande ricchi di zucchero (provocano ipertensione e disordini vascolari).
  • Evitare alimenti industriali con contenuti di grassi idrogenati, margarina o modificati geneticamente.
  • Fare un consumo dosato di farinacei ricchi di glutine come il pane e la pasta, equilibrandoli con altri cereali, soprattutto integrali.
  • Armonizzarsi nell’assunzione di carboidrati, bilanciandoli con l’assunzione di cibi ricchi di proteine animali e grassi sani.
  • Limitare il consumo di salumi e insaccati, preferendone la carne fresca, il pesce e le uova.
  • Bere una quantità minima di un litro e mezzo d’acqua giornaliero e alimentarsi di frutta e verdura fresca, nonché di semi oleosi come mandorle, noci, olio d’oliva o di germe di grano, ricchi di vitamina C, vitamina E e acidi grassi omega 3 funzionali ad alleviare il livello di trigliceridi nel sangue.
  • Evitare il fumo di sigarette, le sostanze stupefacenti, l’abuso di alcool, la carenza di sonno e la sedentarietà.
  • Praticare attività fisica con costanza per agevolare e incrementare la produzione di testosterone.

Esiste, però, uno strumento assolutamente efficace, giudicato il metodo elettivo per la cura di questa particolare disfunzione dell’erezione, nel caso in cui sia correlata a cause psicologiche.

Il riferimento è chiaro alla psicoterapia cognitivo-comportamentale, che è un percorso composto da sedute in studio nel corso delle quali, a tu per tu con lo specialista, il paziente ha modo di esporre, analizzare e comprendere le cause del proprio problema.

Come lo descrive il suo stesso nome scientifico, è un trattamento che agisce in contemporanea sulla condizione psicologica e, di conseguenza, su quella comportamentale del soggeto: proprio come il fenomeno dell’erezione, che si avvia nella psiche umana e innesca la serie di reazioni fisiche che culminano nell’irrigidimento del pene.

Le cause psicogene vanno rintracciate negli inganni mentali che la persona vive in se stessa: l’ansia da prestazione, la paura di fallire, il timore di deludere la partner, l’incertezza sulle proprie potenzialità, ecc.

Lo psicoterapeuta, attraverso l’insegnamento delle tecniche e delle strategie utile a prevenire di cadere nella trappola degli “errori cognitivi”, guiderà il paziente nella comprensione che il fulcro del disturbo abbia sede nella sua mente, consapevolizzandolo che il problema sia assolutamente risolvibile.

Il rimedio al disturbo consiste proprio nell’apprendimento teorico e nell’applicazione pratica di questi strumenti che ridoneranno equilibrio e stabilità interiore al soggetto nell’approccio all’incontro sessuale con la propria donna.

La forza della psicoterapia cognitivo-comportamentale è di rappresentare un percorso di cura reale che rimuove il problema e lo sradica in maniera completa e definitiva.

Grazie ad essa, la sessualità e l’erezione saranno momenti e processi assolutamente sereni, spontanei e naturali per l’uomo e per la donna: la vita e l’intimità di coppia ritorneranno a funzionare al meglio, come e più di prima.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2019 Frontier Theme