Articoli a Cura del Dott. Pierpaolo Casto

Come migliorare l’erezione: le cause e i rimedi da adottare

COME MIGLIORARE L’EREZIONE: DALLE CAUSE AI RIMEDI

Il problema d’erezione è un disturbo sessuale particolarmente frequente e comune tra i maschi, a maggior ragione nei più adulti che hanno solcato il mezzo secolo di vita.

Questi disturbi vengono scientificamente etichettati sotto la dicitura di “disfunzione erettile”, con cui s’intende la difficoltà nella produzione e/o nel mantenimento dell’erezione durante l’incontro sessuale con la partner.

Ci sono tre tipologie di disturbi erettili:

  • Impotenza sessuale primaria: è una dicitura che in realtà è divenuta obsoleta negli ultimi tempi, dal momento che risulta di tono spregiativo; fa riferimento, comunque, all’uomo che è stato sempre impossibilitato a conseguire l’erezione nel mentre dei rapporti intimi, sin dai tempi adolescenziali.
  • Disfunzione erettile secondaria: fa riferimento all’uomo che, a distanza di anni di funzionale e regolare performance sessuale con erezioni corrette e appaganti, si vede insorgere improvvisamente i primi problemi erettili.
  • Problemi di erezione situazionali: fa riferimento all’uomo che verifica su di sé difficoltà con la propria erezione esclusivamente in particolari circostanze (ad esempio: con la nuova partner ma non con quella passata oppure in particolari ambienti e non in altri, ecc…).

Questi problemi sono ricollegabili a due differenti categorie eziologiche:

  1. Cause fisiche: a 50 anni i problemi erettili possono essere legati a patologie di tipo organico del tipo:
  • Infiammazioni della prostata
  • Problemi cardio-circolatori
  • Scompensi al cuore e/o nella respirazione
  • Livelli ridotti di testosterone

A gravare su questi disturbi vi sono stili di vita poco consoni all’organismo umano: cattiva alimentazione, abuso di alcolici, uso di stupefacenti, dipendenza dal tabagismo, scarsa attività fisica.

Uno qualsiasi dei problemi citati poc’anzi agisce da inibitore del processo di erezione, dal momento che blocca l’impulso del flusso sanguigno verso i corpi cavernosi del pene, adibiti a inglobare il liquido rosso per rigonfiare e irrigidire l’asta.

  1. Cause psicologiche: riguarda tutte le motivazioni che esulano dal contesto organico del paziente, ovvero i fattori psicologici ed emotivi che anche a 50 anni rappresentano dei blocchi mentali che inibiscono la regolare funzionalità del processo erettile. Fra questi:
  • Ansia da prestazione sessuale: incertezza e timore di fallire con la partner, deludendola e ricevendo cattivi giudizi dalla stessa
  • Screzi nella vita di coppia che hanno ripercussioni sull’affinità in contesto intimo
  • Perplessità esagerata circa le proprie potenzialità sessuali e la possibilità di raggiungere un’erezione soddisfacente

Vediamo, dunque, come i meccanismi cognitivi disfunzionali all’approccio sessuale non si limitino a tormentare e destabilizzare la psiche e il corpo dei più giovani e inesperti, ma può colpire anche i più adulti. Può trattarsi, come abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, di una disfunzione erettile situazionale, ossia legata alla particolare contingenza: un disagio derivante, ad esempio, dal cambio di partner e dall’insicurezza che ciò ne provoca.

Questi disegni mentali erronei compromettono l’innesco del fenomeno che culmina nell’erezione: si tratta di un fenomeno psico-fisico che si avvia proprio nella mente del soggetto per cui, se non è ben predisposta all’eccitabilità, il cervello non sarà indotto a rilasciare i segnali neuronali verso i genitali, il sangue non verrà spinto a sufficienza all’interno dei corpi cavernosi e, infine, il pene rischierà di restare immutato, completamente flaccido o quasi.

Per comprendere se la disfunzione erettile sia connessa a problemi di natura fisico-organica è necessario sottoporsi agli esami medici degli specialisti in materia, urologi e andrologi, che attraverso degli approfondimenti clinici appureranno o meno la presenza di patologie legate direttamente (o indirettamente) al disturbo sessuale in questione.

Per quel che riguarda la terapia farmacologica, i medicinali maggiormente utilizzati per la disfunzione sono quelli inseriti nella categoria degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, ovvero i vasodilatatori coi celebri nomi commerciali di Viagra, Levitra, Cialis e Spedra che, in realtà, al di là di quel che è il credo generalizzato, non provocano un miglioramento dell’erezione né un suo raggiungimento meccanico ed automatico. La loro funzione principale ed efficace, infatti, riguarda il bloccaggio dell’azione dell’enzima fosfodiesterasi PDE5 che impedisce, in particolare nei più anziani, il rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi del pene, compromettendo l’esito finale dell’erezione. Non rappresentano, pertanto, dei rimedi curativi reali e definitivi in quanto non rimuovono il problema alla base, ma semplicemente lo tamponano per qualche ora; infatti, vanno ingeriti prima di ogni performance sessuale.

Le stesse considerazioni valgono per i cosiddetti “Viagra naturali”, i prodotti di erboristeria o determinati alimenti “afrodisiaci”, che non hanno alcun effetto benefico sull’erezione, anzi in diversi casi possono comportare effetti collaterali anche più significativi di quelli legati ai farmaci suddetti, perché composti di sostanze tossiche non pubblicate in etichetta.

Quando il problema di disfunzione erettile è di matrice esclusivamente psicologica, invece, il metodo più adeguato per rimuoverla dalla propria vita sessuale in maniera reale, completa e definitiva è rappresentato dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale.

È un percorso scandito in sedute in cui l’esperto guida il paziente per risollevarlo dai subbugli psicologici in cui è incappato.

La prima fase è costituita dall’ascolto e dall’analisi della storia personale del soggetto vittima del disturbo, in modo da comprendere le cause cognitive e consapevolizzarsi del legame sottile ma indissolubile che unisce la psiche al corpo.

“Cognitivo-comportamentale” infatti esprime la tecnica d’intervento di questo trattamento: agendo sulla psiche, ovvero riconoscendo, individuando e correggendo i pensieri cattivi, si agirà di conseguenza sulle condotte del paziente, che le modificherà di pari passo e in parallelo al mutamento di segno dei propri meccanismi cognitivi.

In altre parole, se a pensieri disfunzionali e negativi corrispondeva il flop dell’erezione, d’ora in poi, attraverso la ristrutturazione cognitiva, a pensieri funzionali e positivi corrisponderà un’erezione regolare e soddisfacente.

Lo specialista, infatti, insegnerà al soggetto le tecniche e le strategie utili per evitare di farsi ingannare dagli errori cognitivi e a prevenirli, al fine di riacquisire la fiducia in sé, nelle proprie potenzialità sessuali e nella possibilità concreta di vivere una sessualità appagante anche dopo i 50 anni di età.

Articolo a cura del Dott. Pierpaolo Casto

Psicologo e Psicoterapeuta

Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale

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