Articoli a Cura del Dott. Pierpaolo Casto

Cosa fare quando si soffre di problemi di erezione

COSA FARE QUANDO SI SOFFRE DI PROBLEMI DI EREZIONE

Solcata la soglia dei 60 anni di età, il problema d’erezione appare sempre più diffuso negli uomini per motivi correlati al fisiologico invecchiamento dell’organismo, tuttavia questa può non rappresentare l’unica causa.

Può succedere, infatti, che non sia presente un disturbo che interessi direttamente l’organo genitale, bensì affiorino altri problemi di salute in zone diverse da quelle intime, ma con ripercussioni immediate e significative sulla capacità erettiva del pene.

Allo stesso modo, non vanno escluse le cause psicologiche, ossia gli approcci mentali sbagliati rispetto alla sessualità, che alterano in negativo la serenità e l’eccitazione dell’individuo, compromettendogli la possibilità di praticare l’azione penetrativa a causa della flaccidità dell’organo riproduttore.

Quando un uomo di 60 o 70 anni si ritrova dinanzi all’insorgenza di episodi di defaillance non deve compiere un collegamento immediato del disturbo alla propria vecchiaia, perché la disfunzione erettile è un problema che, purtroppo, risulta generalizzato fra tutta la popolazione maschile, anche nei più giovani.

E benchè la prima reazione istintiva al problema sia quella di affidarsi completamente alla somministrazione di pillole miracolose o prodotti afrodisiaci, è opportuno comprendere innanzitutto come funzioni effettivamente il meccanismo psico-fisico dell’erezione umana e quali siano i sintomi che rendono l’episodio un caso di disfunzione erettile.

Per quanto concerne il primo concetto occorre dire che tutto si fonda a partire dalla psiche: esposto all’eccitabilità da stimolazioni erotiche esterne, il cervello innesca il rilascio di segnali neuronali che discenderanno verso l’area dei genitali dove, assieme all’impulso del flusso sanguigno, si addentreranno nei corpi cavernosi del pene i quali, a propria volta, dopo il rilassamento della muscolatura liscia, incamereranno e tratterranno il sangue, rigonfiando come un palloncino l’asta del pene, che raggiunge così la condizione irrigidita ed eretta.

In quanto ai sintomi che si presentano negli uomini di 60 o più anni abbiamo:

  • Mancata produzione dell’erezione durante il rapporto con conseguente impraticabilità dello stesso;
  • Caduta improvvisa dello stato erettile del pene nel mezzo dell’incontro intimo prima che possa definirsi appagante per entrambi i partner.

Da queste descrizioni si può cogliere immediatamente che il problema erettile non dipenda esclusivamente da fattori legati alla fisicità invecchiata dell’uomo 60enne, bensì può assolutamente legarsi a motivazioni psicologiche, in quanto l’erezione non è un processo automatico e meccanico, ma pone proprio la condizione mentale eccitata sessualmente come punto imprescindibile per l’avvio dell’intero meccanismo psico-fisico.

Indipendemente dall’anagrafica, comunque, quando si verificano su di sé situazioni ascrivibili a disturbi dell’erezione è opportuno recarsi in prima battuta dal proprio medico che, a sua volta, consiglierà o meno di rivolgersi agli specialisti del settore, urologi o andrologi, per sottoporsi ai classici approfondimenti clinici che appureranno o meno la presenza di un problema di salute all’organo.

A maggior ragione dopo i 60 anni la visita medica è doverosa, dal momento che, statistiche alla mano, dopo i 40 anni è piuttosto comune che il deficit dell’erezione possa dipendere da problemi di prostata: infiammazione, ingrossamento, problemi urinari, ecc.

Ma come già anticipato poc’anzi, la prostata o un altro problema diretto dell’apparato genitale può non essere la sola o vera causa del disturbo, perché la presenza di patologie localizzate in altre zone del corpo umano possono avere effetti collaterali indissolubili sulla capacità erettiva dell’organo, come ad esempio:

  • Problemi di circolazione del sangue nell’area genitale;
  • Problemi di circolazione sanguigna generale;
  • Scompensi cardiaci;
  • Scompensi respiratori;
  • Grassi alimentari e zuccheri in eccesso;
  • Colesterolo alto;
  • Lesioni nell’area pelvica, all’apparato genitale o alla colonna vertebrale;
  • Ipotensione e ipertensione (bassa/alta pressione del sangue);
  • Diabete non controllato;
  • Insulina fuori dalla norma;
  • Livelli bassi di testosterone;
  • Mordo di Parkinson, malattia di Peyronie, sclerosi multipla;
  • Uso o abuso di alcool e di droghe;
  • Conseguenze collaterali di determinati tipi di farmaci.

Ma non sempre gli approfondimenti medici dimostrano che la causa dei problemi di erezione dopo i 60 anni sia necessariamente dipesa da patologie fisico-organiche.

Molto spesso, infatti, la motivazione è legata all’emozione, cioè alla psicologia del soggetto che, magari, può aver vissuto in passato problemi fisici alla prostata, poi risolti attraverso terapia medica, ma tuttavia dimostra insicurezza, disagio e ansia nell’approccio sessuale alla partner, tormentato in particolare dal timore di non avere un’erezione normale e regolare tale da poter soddisfare la donna.

Ci sono diverse motivazioni psicologiche che possono intaccare l’avvio corretto del processo erettivo che, lo ribadiamo, non va considerato meccanico e scontato quando si è in intimità con la donna. Fra queste cause possiamo annoverare:

  • Stress psico-fisico;
  • Ansia generica;
  • Ansia da prestazione sessuale;
  • Paura di fallire e di deludere la partner;
  • Incertezza circa la propria capacità di essere attraente agli occhi della donna;
  • Conflitti e incomprensioni nel rapporto di coppia;
  • Mancanza di complicità fra i due amatori;
  • Bassa autostima sessuale;
  • Paura del giudizio degli altri;
  • Fantasie erronee sulla sessualità femminile;
  • Perplessità sulle dimensioni del proprio pene;
  • Blocchi psicologici legati a tabù morali o religiosi;
  • Depressione;
  • Conseguenze legate all’uso e abuso di alcool e droghe;
  • Interazioni dannose ed effetti collaterali di psico-farmaci;
  • Convinzioni limitanti sulle proprie potenzialità;
  • Costruzione di presagi e scenari negativi;
  • Auto-monitorizzazione del pene.

In quanto ai rimedi per la disfunzione erettile, l’assunzione dei farmaci va effettuata a patto che venga prescritta dal medico specialista, dopo aver svolto e consultato l’esito degli esami clinici.

Va del tutto evitata, invece, la somministrazione libera senza autorizzazione medica, perché determinati farmaci possono comportare conseguenze collaterali di entità significativa sull’organismo umano e, inoltre, in interazione con altri farmaci possono causare reazioni molto rischiose. Si sconsiglia, pertanto, l’acquisto online delle pillole, dal momento che può trattarsi di copie illegali delle originali e in quanto tali sottoposte a controlli superficiali da parte dei produttori che le spacciano e sponsorizzano per miracolose.

È giunta l’ora di sfatare tante false credenze e mitizzazioni costruite intorno a queste pillole per la disfunzione erettile perché non provocano né migliorano né assicurano l’erezione al cospetto della donna, ma si limitano a contribure alla fluidificazione e all’afflusso del sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene in virtù del principio attivo che inibisce l’azione contrastante dell’enzima fosfodiestarasi di tipo 5. L’effetto è temporaneo, non definitivo, pertanto vanno ingerite prima di ogni rapporto sessuale. I nomi in commercio più famosi sono: Viagra, Cialis, Levitra e Spedra.

Per eliminare l’ansia, l’insicurezza, la paura e l’agitazione non esiste farmaco che possa considerarsi migliore e più efficace del percorso elettivo per la cura definitiva, completa e reale della disfunzione erettile di natura psicogena: la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Abbiamo già detto e ribadito più volte che l’erezione è un meccanismo che si avvia in contesto psicologico per poi culminare nella risposta fisica dell’indurimento dell’asta del pene: allo stesso modo, questo trattamento interviene in parallelo sulla psicologia e, di conseguenza, sulle condotte del paziente.

Se infatti il soggetto vittima del problema pone in atto flussi di pensiero scanditi da immagini e idee del tutto negative e disfunzionali all’incontro intimo con la donna, la conseguenza fisica sarà altrettanto deleteria, ovvero la defaillance erettiva.

Lo psicoterapeuta allora, dopo aver ascoltato e analizzato assieme al paziente la sua storia personale, dal momento d’insorgenza alla cadenza con cui si verifica il disturbo, opererà in modo da guidarlo in una ristrutturazione cognitiva che lo aiuterà a riconoscere, a correggere e a modificare il segno dei suoi meccanismi cognitivi, al fine di riabilitarsi alla serenità e al piacere che la sessualità necessita.

Le tecniche e le strategie che verranno messe a disposizione dell’uomo saranno di indispensabile attuazione per evitare di ricadere nella trappola tesa dagli errori cognitivi disfunzionali.

Questi strumenti ridaranno fiducia, autostima e libidine al paziente, che rinascerà uomo nuovo.

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