Articoli a Cura del Dott. Pierpaolo Casto

L’alcool può causare problemi di erezione?

L’ALCOOL PUÒ CAUSARE PROBLEMI DI EREZIONE?

La somministrazione eccessiva di alcolici prima di un rapporto sessuale può rappresentare una delle probabili cause dei problemi di erezione nell’uomo.

Il consumo quotidiano di alcool può indurre il soggetto ad instaurare una vera e propria dipendenza dalla bottiglia, sfociando nell’alcolismo, che a propria volta intacca la salute fisica dell’individuo con l’insorgenza di problemi ben più importanti e preoccupanti del disturbo erettile.

È assodato dalla statistica che il 50% degli alcolisti abbia a che fare con la disfunzione erettile.

Quest’ultima può vittimizzare ovviamente anche chi fa uso di alcolici occasionalmente, tuttavia il consumo giornaliero di alcolici è in incremento esponenziale da diversi anni, in particolare per quei giovani che lo reputano un modo immediato e piacevole per evadere dal contesto sociale.

In ambito sessuale può succedere che l’assunzione di alcolici sia legata alla mancanza di sicurezza dell’uomo, per cui la sbronza, che nei suoi progetti dovrebbe renderlo più disinibito con la donna, in realtà può riservargli una sorpresa imbarazzante e incresciosa al suo cospetto sotto le lenzuola: il pene potrebbe restare flaccido.

Infatti è un luogo comune del tutto sbagliato quello secondo cui alcool ed erezione possano conciliare, dal momento che, essendo il primo un vaso dilatatore, dovrebbe teoricamente fornire ausilio al conseguimento della condizione erettile.

Non è così: l’erezione è un meccanismo complesso che non riguarda esclusivamente l’arrivo del flusso di sangue al pene, ma è un processo psico-fisico che si avvia a partire dall’emotività del soggetto.

La predisposizione cerebrale sta alla base di tutto: se si riesce a raggiungere il livello di eccitazione mentale adeguato, libero da meccanismi cognitivi disfunzionali o stati d’animo negativi, il cervello comincia a rilasciare i segnali neuronali, le sostanze chimiche ed ormonali verso l’area dei genitali.

Giunti nei suoi pressi, successivamente al rilassamento della muscolatura liscia del pene, all’aumento dell’ossido nitrico e all’incremento dell’impulso sanguigno nei corpi cavernosi dell’organo riproduttore, si assiste al rigonfiamento e all’accrescimento del pene, che raggiunge l’erezione.

Sulla base di quanto detto, è semplice cogliere la connessione indissolubile tra serenità dell’umore e raggiungimento dell’erezione: pertanto, assumere alcool per abbattere la timidezza, le insicurezze e il timore è un tentativo del tutto vano e inutile, dal momento che la gradazione che provoca stordimento e apparente disinvoltura è pura illusione, poiché nel profondo della psiche quelle emozioni negative persistono invariate, anzi vengono accentuate dagli alcolici.

Questi stati d’animo timorosi non consentono all’uomo di eccitarsi a livello mentale e, di conseguenza, il cervello non è in grado di avviare il processo descritto poc’anzi.

L’alcool non è un valido rimedio a questa condizione psico-emotiva per questi ulteriori motivi:

  • Può provocare torpore mentale: le bevande alcoliche richiamano molto sangue allo stomaco per la digestione, il fegato viene sovraccaricato e il cervello viene sedato, il che origina la condizione di torpore che, al di là del piacere rilasciato, agisce da inibitore per lo sviluppo dell’erezione.
  • Il consumo di alcolici ritarda e rende confuse le risposte del cervello alle stimolazioni nervose: motivo per cui anche il processo erettivo è reso impraticabile a causa della connessione tardiva e confusa tra cervello e organismo. Da non sottovalutare, inoltre, che il consumo costante ed esagerato di bevande alcoliche può portare anche a difficoltà irreversibili nella risposta agli stimoli nervosi.
  • L’alcool limita i movimenti e la concentrazione: da sbronzo l’uomo percepisce la realtà e il tempo in maniera distorta, così come impacciata appare la sua motoria. La riduzione della concentrazione può comportare la comparsa di timori, perplessità e ansia: tutti meccanismi cognitivi ed emotivi che cozzano con un’erezione regolare.
  • La somministrazione di bevande alcoliche può provocare danni all’ipotalamo del cervello con conseguenze dirette sull’equilibrio dei livelli ormonali, che si sbilanciano: il quantitativo di testosterone, ossia dell’ormone sessuale maschile imprescindibile per la libidine e l’erezione del pene, diminuisce mentre si accrescono parallelamente gli estrogeni (ormoni femminili). Questo squilibrio origina disegni mentali nocivi per la psiche dell’uomo che ne è vittima, alimentando la mancanza di fiducia in sé, la depressione, l’incertezza nelle proprie capacità sessuali e l’imbarazzo. L’abuso di alcool, dunque, può in casi estremi condurre alla femminilizzazione testicolare e alle ginecomastia (ossia la presenza di una piccola mammella attorno ai capezzoli del soggetto in questione).

Se al consumo di alcool si affianca quello di sigarette si pone un ulteriore blocco alla regolarità del processo erettile, dal momento che, oltre alle suddette conseguenze negative degli alcolici, il fumo agisce restringendo vene e capillari e compromette in tal modo l’afflusso del sangue nell’area dei genitali, alimentando al contempo la possibilità di scompensi cardio-respiratori.

Pure l’assunzione di droghe e di sostanze stupefacenti enfatizza i suoi effetti negativi in combinazione con il consumo di bevande alcoliche, originando significativi disordini ormonali e ai neurotrasmettitori. L’euforia e l’eccitazione sono sensazioni illusorie che in realtà radicalizzano timori e ansie, laddove fossero già presenti.

L’alcolismo, inoltre, inibisce il corretto assorbimento dei principi attivi delle pillole farmacologiche utilizzate come rimedio per la disfunzione erettile, dando luogo a incroci pericolosi per l’organismo umano. A tal proposito è opportuno accennare alla scarsa efficacia di questi farmaci – di cui ricordiamo i nomi commerciali più famosi: Vialis, Ciagra, Levitra e Spedra; o più semplicemente “pillola blu” – come rimedi reali contro il disturbo erettile: si tratta, infatti, di medicinali utili in particolare ai soggetti d’età più avanzata con difficoltà di erezione dovuta all’azione dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5, ma inutili se la causa del disturbo è di matrice psicogena, ossia legata ai blocchi mentali destati da paure, insicurezze e bassa autostima.

Quando la disfunzione erettile, associata al consumo di alcool, rientra nella sfera psicologica e non è conseguenza di alcuna patologia fisico-organica, la soluzione migliore per la cura completa, reale e definitiva è la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Attraverso questo percorso scandito in sedute, il paziente verrà guidato dallo specialista in primis nell’analisi della propria esperienza personale, dall’insorgenza della difficoltà alla cadenza con cui si verifica, per giungere poi ad apprendere quegli che sono gli strumenti e le tecniche utili a prevenire di incappare nella trappola degli errori cognitivi.

Perché il fulcro di tutto è il pensiero: l’instaurazione di flussi mentali caratterizzati da emozioni e scenari negativi e timorosi rispetto alla sessualità con la propria partner, condizioneranno l’avvio del processo che culmina nell’erezione, pertanto il soggetto si vedrà incresciosamente protagonista di una defaillance erettile al cospetto della donna.

Apprendere queste strategie, invece, gli consentirà di ristrutturare la propria psiche, di individuare, riconoscere e modificare i cattivi presagi, sostituendoli con stati d’animo consoni e funzionali all’appuntamento.

Il sesso e l’erezione non faranno più paura, ma doneranno grande piacere.

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