Quali sono le vere soluzioni per l’ansia da prestazione?

QUALI SONO LE VERE SOLUZIONI PER L’ANSIA DA PRESTAZIONE?

Prima di svelare il metodo più efficace per risolvere realmente e definitivamente il problema dell’ansia da prestazione sessuale, è opportuno fornire una definizione scientifica di questo disturbo che comporta sull’uomo delle conseguenze importanti e incresciose sul piano sessuale: in particolare, la difficoltà a produrre e/o a mantenere l’erezione in prossimità del rapporto o nel suo mentre.

Attraverso questo articolo cercheremo di guidare il paziente alla comprensione dei meccanismi che si innescano, in termini di causa ed effetto, tra la psiche e il corpo, nei momenti di approccio all’incontro intimo, alterandone la condizione ansimante in maniera del tutto disfunzionale.

Ma cos’è l’ansia da prestazione sessuale? È uno stato psico-emotivo di profonda agitazione e insicurezza nei riguardi del risultato complessivo della performance con la partner.

Questo stato d’animo incupito e timoroso innesca un circolo vizioso di reazioni a catena che sfociano nel presagio più oscuro: il fallimento sessuale.

Il paziente, infatti, in preda al panico e ai cattivi pensieri, in virtù di queste emozioni negative, non fa altro che porre un blocco o un limite alla dose di eccitazione sessuale adeguata per conseguire la reazione psico-fisica dell’erezione, ossia l’irrigidimento del pene, rendendo di fatto impraticabile l’atto penetrativo.

L’eccitazione a livello mentale, infatti, è imprescindibile per l’avvio delle reazioni avvertibili a livello fisico, dal momento che è la produzione psicologica degli stimoli ormonali e bioelettrici a consentire l’afflusso sanguigno nei corpi cavernosi del pene, da cui poi si produce l’erezione.

L’ansia da prestazine sessuale, pertanto, agendo in bloccaggio dell’eccitazione, la inibisce accentuando i tratti emotivi di paura e autosqualificazione: l’innesco di tali meccanismi cognitivi, che presagiscono un esito negativo dell’incontro intimo, lo confermano attraverso l’impossibilità di ottenere una condizione erettile fisiologicamente corretta e adeguata alla circostanza.

Per arrivare a un trattamento di cura reale e completa del problema, è utile fare un quadro complessivo delle cause che l’hanno scatenato e continuano ad alimentarlo imperterrite.

Tra queste, le più frequenti e comuni fra i pazienti interessati sono:

  • Disinformazione in materia di sesso
  • Convincimenti irreali sulle necessità sessuali della donna
  • Timore di non essere in grado di appagare la partner
  • Complessi di inferiorità rispetto ad altri uomini
  • Preoccupazione di essere giudicato poco virile
  • Confronti con i professionisti della pornografia
  • Mancanza di sufficiente autostima e fiducia in sé
  • Dubbi sulle dimensioni del proprio pene
  • Autosqualificazione e autosvalutazione delle proprie capacità
  • Profezie disfunzionali sul fallimento della performance
  • Focalizzazione esclusiva sullo stato erettile del proprio pene durante la penetrazione
  • Uso eccessivo di alcol e di droghe
  • Somministrazione di psicofarmaci

E allora diventa piuttosto chiaro come l’origine dell’ansia sia una questione esclusivamente psicologica, pertanto non ha alcun senso imbattersi nella ricerca di metodi risolutivi che trascendono questa sfera clinica.

Ricorrere ai farmaci, ad esempio, appare la soluzione più veloce, immediata e scontata, tuttavia rappresenta una pura illusione curativa, in quanto non vanno ad agire sulla causa primaria che innesca l’intero meccanismo difunzionale: i pensieri del paziente.

I medicinali, infatti, cooperano nel far fluire il sangue nei corpi cavernosi del pene solo al momento della somministrazione (non in maniera definitiva, dunque) e a patto che non risulti la presenza di una condizione emotiva ansimante che blocchi l’eccitazione psicologica, che è in ogni modo imprescindibile nello sviluppo dell’erezione. Inoltre, i farmaci creano dipendenza: il paziente ripone ogni sua speranza nelle pillole, negli spray o nelle pomate, contribuendo a ridurre ulteriormente la stima nelle proprie potenzialità naturali.

Se ne ricaveranno, allora, effetti tutt’altro che benevoli, dal momento che i medicinali non offrono un valido supporto nel miglioramento dello stato d’ansia, anzi lo accentuano, incrementando l’insicurezza e, di riflesso, i fallimenti sotto le coperte.

Neppure gli psicofarmaci (come ansiolitici e antidepressivi) rappresentano un buon percorso di cura: essi costituiscono delle false soluzioni, ovvero agiscono tamponando momentaneamente il problema, ma senza rimuoverlo. E vanno considerati, inoltre, gli effetti collaterali che ne derivano dall’assunzione: assopimento, mancanza di lucidità e torpore mentale. Fatti questi che limitano e/o inibiscono del tutto la possibilità di conseguire una giusta dose di eccitazione mentale.

Sveliamo l’arcano: la cura elettiva per la risoluzione completa, reale e definitiva del problema d’ansia da prestazione sessuale porta il nome scientifico di “psicoterapia cognitivo-comportamentale”.

A nulla servirà, dunque, alcuna classe di medicinali, come i farmaci vasodilatatori (cialis, viagra, levitra), la cui utilità è circoscritta alla disfunzione erettile di matrice organica, ovvero laddove al paziente, in seguito ad esami medici, sono riscontrate anomalie fisiche a livello dei genitali.

L’eccitazione, come abbiamo più volte ribadito, nasce nella mente, cioè attraverso i pensieri: se la mente innesca meccanismi cognitivi distorti, la persona non sarà in grado di vivere l’incontro sessuale in maniera disinvolta e spontanea, non conseguirà l’eccitazione e, di conseguenza, mancherà l’appuntamento con l’erezione.

Pensieri negativi scaturiscono emozioni e fatti negativi: lo psicoterapeuta aiuterà il paziente a comprendere i suoi errori cognitivi, a individuarli e a correggerli al fine di riadattarli in senso positivo.

Lo specialista, nel corso delle sedute, guiderà il paziente in un percorso di miglioramento graduale, fornendogli tutte le strategie e le tecniche adeguate per non incappare in situazioni psicologiche e poi concrete del tutto incresciose, aiutandolo al contempo a riacquisire l’autostima e la fiducia perdute.

Questi strumenti saranno fatti proprio dall’uomo che, come rigenerato, ritornerà a guardare alla sua vita sessuale come il momento di coppia più piacevole e complice fra tutti, lasciandosi alle spalle quel disturbo imbarazzante e destabilizzante chiamato “ansia da prestazione sessuale”.

Articolo a cura: Dott. Pierpaolo Casto – Psicologo e Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2019 Frontier Theme